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ENPALS Lavori in cors...a?

       Associazione Italiana degli Artisti
   Sede: Via Nazionale, 60 - 00184 ROMA
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Riscontriamo e apprezziamo l’interesse della testata MD sulle questioni che riguardano i rapporti di tutela dei “lavoratori” della musica e, auspichiamo che siano più numerosi gli organi di informazione che dedicano alcune righe a cose importanti come queste che implicano molto di più e ben altro,  ma ci sia consentito, rispetto a quanto abbiamo letto, qualche precisazione al di là di quella che ci viene accreditata come “voce polemica”.

Crediamo che ad essere “polemici”, nelle affermazioni di "scomode verità" non si commette “peccato”, in particolare quando si toccano interessi spesso ben nascosti, volutamente tenuti segreti, così, sulla questione dei cantanti in sala d’incisione è evidente l’esigenza di tali precisazioni e, noi restiamo sempre in attesa di qualche smentita che purtroppo non giunge mai.

Come mai ?

Si ha forse timore di dover prendere atto delle nostre enunciazioni ?

Oppure “ l’ardire ” di chiedere le verità a certi “vertici” va pagato, e il costo va addebitato ai lavoratori autonomi dello spettacolo?

Forse non fa male ricordare che queste figure sono la maggioranza nel comparto e che, l’unica Organizzazione di garanzia di tutela è AssoArtisti – Confesercenti.

A chi ha “ricordi offuscati” è opportuno rinfrescare la memoria attraverso i seguenti link che chiariscono buona parte della storia
 
http://www.assoartisti.org/it/dettaglio.aspx?titolo=incontro-assoartisti-on-fiorella-ceccacci&o=300

Ma andiamo per ordine per correggere una macroscopica svista.  Ma è una svista?

Abbiamo più volte affermato, (lo ha fatto anche il Sen. Viespoli) di essere contrari ad una esenzione di 2.500 copie di CD commercializzati per due semplici motivi;

1 – in questo modo si penalizzano tutti i produttori ancorchè le ATTUALI ESENZIONI PREVISTE DAL DECRETO SONO MOLTO PIU’ AMPIE e possono usufruirne tutti i CD prodotti e distribuiti con “bollino SIAE  gratuito” . Questo chiarimento è già stato più volte evidenziato, ma tutti fanno finta di non averlo letto, eppure in questo modo si penalizzano le imprese e gli artisti il tutto a soli  fini di leaderschip?  Il chiarimento è stato l’oggetto della prima proroga ottenuta a seguito dell’incontro di AssoArtisti e AFI con il Vice Direttore dell’ENPALS nell’aprile 2008 a Roma. Ovviamente si è sempre parlato di attività dilettantistica e non di lavoro, altrimenti si aprirebbe la strada ad un principio “pericolosissimo” per le tutele del lavoro in tutti i settori dove le imprese potrebbero a ben diritto chiedere l’esenzione contributiva per un primo periodo di lavoro per i dipendenti.

2 – Se venissero consentite esenzioni come sopra richieste per ogni produzione, l’impresa o l’etichetta che ne producesse 50 otterrebbe esenzioni per 125.000 copie. e non per 2500 come richiesto da Audiocoop sostenuto da alcuni altri “amici”, poco inclini alla tutela dei diritti dei “lavoratori” penalizzati come le imprese, in quanto le attuali produzioni, proprio perché sempre più ridotte, non garantirebbero più tutele a nessuno degli artisti coinvolti, facendoli tornare ad essere considerati “poveri fannulloni nullafacenti”.

E’ un piacere e un dovere ringraziare L’on. Ceccacci per l’interesse che ha offerto a questo comparto che, pur non  essendo sua materia diretta ( non abbiamo la musica rappresentata in Parlamento ) è stata l’unica a garantire una sponda per approcciarsi con il Parlamento per una nuova normativa, indispensabile per il miglioramento delle condizioni degli artisti, dovremmo forse ricordare che proprio AssoArtisti per la prima volta ha chiesto alla stessa preoccuparsene ed è proprio su questa richiesta che il Ministero e il Sottosegretario Viespoli si è attivato per  costituire il Tavolo Tecnico, e, non ci risulta, come appare nell’articolo, una disponibilità del Ministero ad una discussione di merito sulle esenzioni richieste, anzi le affermazioni che giungono dalle Segreterie, confermano che “tutte le posizioni vengono considerate” salvo poi ad assumere delle decisioni rispetto ai problemi reali, e alla condivisione di tutte le Organizzazioni maggiormente rappresentative del settore a livello nazionale. Ecco ci chiediamo come mai si rifiuta questa condivisione da noi strenuamente sostenuta, ma rigettata, salvo poi a diffondere falsi messaggi unitari.

Abbiamo nel contempo affermato che le leggi per il nostro settore sono sempre di difficile approvazione, anzitutto in conseguenza dei richiamati e rifiutati rapporti unitari fra le Organizzazioni che rappresentano il comparto, e quindi, per superare questa difficoltà non voluta da noi, abbiamo proposto una petizione da inviare al Ministro del Lavoro, presente sulla home page del sito www.assoartisti.org o cliccando sul link http://www.assoartisti.org/it/petizione.aspx con cui si chiede un intervento di semplice applicazione per una revisione del sistema pensionistico ai tanti artisti che non superano le 35/36 giornate di lavoro l’anno. Questo è un atto concreto e, auspichiamo, condiviso sui problemi. Ci daranno una mano le testate di informazione del settore o rifiuteranno anche loro il confronto e l’interesse sulle proposte concrete?

Riteniamo importante l’informazione se porta contributi positivi al settore, se viene utilizzata invece per creare confusione sulle responsabilità fornendo false informazioni ai giornalisti c’è bisogno di precisazioni,  e devono riguardare anche i “recenti disaccordi fra le associazioni rappresentate nel Tavolo della Musica”  che, ha fallito l’obiettivo che si era posto, solo ed esclusivamente a causa della mancanza di chiarezza di rapporti verso le Associazioni componenti, che sono state tenute all’oscuro anche, di documenti sottoscritti dall’ex Coordinatore del TDM firmati a nome di tutti senza fornire informazioni e spiegazioni.

Girano troppe fantasiose “falsità”, su come sono andate le cose sul "Tavolo della Musica", ed è bene forse stendere un velo pietoso sulle responsabilità in questione altrimenti troppe cose dovrebbero essere dette e, per certi aspetti è bene che rimangano riservate.

Abbiamo però, detto e ripetuto che è opportuno smetterla di fare i finti tonti, ormai il settore e noi siamo cresciuti e cresciamo esponenzialmente quotidianamente assieme ai problemi che, tocca sempre a noi evidenziare salvo poi a vedersene appropriati da altri per i meriti politici. Vero è che a noi poco interessano i meriti e saremmo anche lieti fossero accreditati ad altri purchè risolti i problemi, ma detto questo è evidente che le “bugie” hanno le “gambe corte” e come sempre prima o poi la verità si fa strada.

Mi permetto di sottolineare che “gli amici” si perdono d’un colpo non appena “la barca” da segni di affondamento, e, alle attuali condizioni, la barca viene tenuta a galla solo grazie alle nostre “polemiche” che al momento sono l’unica garanzia della ricerca della verità e chiarezza degli argomenti tenuti nascosti.

Mario Di Gioia – Presidente Nazionale 


 

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