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Il bilancio dell'ENPALS chiude con avanzo di 171 milioni

 Abbiamo chiesto ad alcuni gruppi su Faceboock e su MySpace di sottoscrivere la nostra petizione che ambisce ad alcune importanti modifiche del sistema pensionistico per i lavoratori dello Spettacolo assistiti dall’ENPALS e, poiché stanno giungendo numerose adesioni, abbiamo deciso di spostare di qualche settimana la data di consegna delle firme al Ministero del Lavoro, competente per la modifica della normativa indispensabile per ottenere il risultato che ci prefiggiamo con la nostra iniziativa che si attesta sempre meglio sulla rete.
Sarebbe un peccato infatti rinunciare ai tanti che in ritardo sono venuti a conoscenza della petizione e, poiché non abbiamo scadenze “elettorali” da rispettare e, niente si è mosso in sessanta anni, riteniamo che qualche settimana in più non per la raccolta della firme ci consentirà di essere meglio strutturati per il raggiungimento dei nostri obiettivi.

Indichiamo la data di massima per il 1° giugno per la presentazione delle firme, al Ministero e in Parlamento, ma approfittiamo di questo periodo per meglio illustrare la situazione allo stato attuale.

Anzitutto siamo lieti e ci congratuliamo con il nostro Ente previdenziale che presenta una attivo di bilancio per il settore dello spettacolo, molto consistente, (171 milioni di euro, pari a circa 340 miliardi di vecchie lire per il conto economico del 2007).

Riteniamo nostro diritto e dovere commentare questa situazione che, riporta direttamente al motivo della presentazione della petizione da firmare su questo sito.

La prima riflessione che facciamo riguarda le provenienze dell’attivo di bilancio , che prende il via dall’anno 2001 con l’introduzione della Circolare 21 che, offre dignità ai lavoratori dello spettacolo, mettendoli nella condizione di essere riconosciuti nel diritto ad ottenere le stesse tutele previdenziali di qualsiasi altro lavoratore in altri comparti produttivi italiani, industria commercio, ecc.

Con l’introduzione quindi dell’obbligo dei versamenti contributivi dalla circolare 21,  anche per le giornate di attività limitate, una due settimanali, una due al mese, si è allargata sempre di più la base contributiva dei lavoratori iscritti all’ENPALS e questo è stato un ottimo risultato che ha consentito maggiore dignità, anche se seguita da innumerevoli polemiche sollevate ad arte dai molti che hanno sempre utilizzato questi lavoratori presentandoli come soggetti che si “divertono a suonare o a cantare”.

Aumentando il numero degli iscritti sono conseguentemente aumentati i versamenti contributivi, che però, ALLO STATO ATTUALE  I  RICONOSCIMENTI PENSIONISTICI PER QUESTI SOGGETTI SONO OLTREMODO INCONSISTENTI in un anno infatti si vedranno versati contributi per 25/35/40 giornate lavorative impedendogli qualsiasi possibilità di accedere ai diritti previdenziali, perché l’anno contributivo essendo di 120 giornate lavorative, per poter giungere al diritto alla pensione dovrebbero lavorare circa 120/130 anni.

Questa contribuzione, ancorché di una certa entità, potrebbe consentire la totalizzazione contributiva con una primaria ad altro ente, ma con ben pochi risultati dal punto di vista economico.

Si pone quindi un problema di non poco conto in questa situazione che obbliga ad una domanda semplice ma di fondamentale importanza:

COME SARANNO UTILIZZATI I FONDI PROVENIENTI DA QUESTA CONTRIBUZIONE DICIAMO MINORE CHE NEL COMPLESSO PRODUCE UN ATTIVO DI BILANCIO COSI’ CONSISTENTE?

Considerando che la maggior parte di questi soggetti, anche quelli che hanno ancor meno giornate lavorative versate, mai si sogneranno di chiedere un trattamento pensionistico all’ente, e mai si sogneranno di chiederne la totalizzazione, non fosse altro che per le difficoltà burocratiche per ottenerla, che fine faranno questi che sono comunque fondi dei lavoratori versati per la propria previdenza?

L’attivo di bilancio dichiarato dall’Ente non necessariamente corrisponde ad una situazione positiva se poi non vengono distribuiti i proventi, prova ne sia la situazione paradossale dell’IMAIE che corre i rischio dello scioglimento proposto dal Prefetto di Roma perché non riesce a distribuire i fondi giacenti ( 95 milioni pari a circa 200 miliardi di vecchie lire)   agli aventi diritto.

Non pensiamo che la stessa cosa potrebbe profilarsi per l’Ente di Previdenza regolamentato da altre normative, ma dal punto di vista pratico , un provvedimento che consentisse allo stesso di distribuire meglio e più diffusamente i fondi tornerebbe utile ai lavoratori e all’Ente stesso che si garantirebbe ulteriori entrate determinate dalla chiarezza sull’utilizzo dei fondi che, è sempre stata la richiesta dei lavoratori dello spettacolo.

La riflessione è d’obbligo per tutti gli operatori del settore, del Parlamento e dello stesso Ministero che, politicamente non possono non considerare che la soluzione che ipotizziamo risolve una moltitudine di problematiche, certo, abbiamo bisogno di un confronto che potrebbe trovare spazio in una discussione nelle competenti Commissioni Parlamentari , ma ci pare che soluzioni alternative rispetto alla prospettiva che, il prossimo anno il bilancio dell’ENPALS si ritroverà con un nuovo picco di avanzo primario senza possibilità di erogazione, sarà bene considerare proposte alternative che quanto meno tentano di indicare strade percorribili, questo è il nostro compito politico, suggerire percorsi e proposte di risoluzione e riteniamo di averlo in parte  assolto.


 

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